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Comune di Pomaretto
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Stemma e Gonfalone

Sono concessi al Comune di Pomaretto in provincia di Torino uno stemma ed un gonfalone descritti come appresso:

STEMMA: d'azzurro, all'albero al naturale radicato su campagna di verde, caricato da sette pomi d'oro ed accostato nel canton sinistro del capo da una mitria d'argento. Ornamenti esteriori da Comune.

GONFALONE: Drappo partito, di giallo e di azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Pomaretto. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.

 

Pomaretto trae la sua originaria denominazione dall'abbondanza di pomi in gran parte selvatici che produce. La sua popolazione è costituita da Cattolici e Valdesi e una volta i Valdesi erano molto più numerosi dei Cattolici. Furono perseguitati nei primi anni del secolo XVII e per salvarsi dovettero rifugiarsi in Svizzera e in Germania. Tornarono nella loro terra d'origine verso la fine del 1600.

Fu terra feudale.
Questa signoria passò dopo lungo lasso di tempo alla città di Pinerolo.
Fece parte del più vasto feudo di Perosa di Dubbione, nel comitato di Torino.
La contessa Adelaide dona all'Abate della Abbadia di Santa Ilaria di Pinerolo nel 1064 all'8 settembre.
Passa per transizione a Tommaso da Savoia il 31 gennaio 1346, donde al Principe d'Acaja che lo aliena in favore di Provana Pietro e Daniele il 20 ottobre 1361 ai quali successero i Solaro Andreone Pietro il 6 aprile 1378.

Estinti i Solaro, lo acquista Lusignano Cardinale Lancellotto da Cipro il 20 aprile 1449. Devoluto e venduto dal Duca Carlo Emanuele I a Goveano Emanuele Filiberto il 2 maggio 1619 che a sua volta lo vende a Giliberto San Martino Daniele il 12 febbraio 1670.

Ridotto a mano regia in odio a Gaspare Antonio Giliberto San Martino 1744 9 settembre viene ceduto in cambio di Talucco e Costagrande 1'8 agosto 1745 a Bianchis Giuseppe Girolamo.

Estinti in Alfonso passa per Regio Decreto alla sorella Burgos Flavia Maria il 10 maggio 1903". Morta il 28 gennaio 1905 le succede il figlio Camillo.

Il 9 giugno del 1700 la terra di Pomaretto già comprensorio del feudo di Perosa Argentina il Duca Vittorio Amedeo II, lo infeuda ai fratelli Piccon-Piccono Francesco, Giuseppe e Luigi. Il Generale Conte Luigi Piccon lo vende a Gamba Giacomo Marcello, conte di Maretto.

Estinta la famiglia in Polissena moglie di Giuseppe Antonio Turinetti marchese di Priero. Il progetto Araldico di Pomaretto vuole ricordare nell'albero le vaste culture di pomi dai quali il Comune ha tratto la propria denominazione, e nella mitria la infeudazione di questa terra, da parte della contessa Adelaide, all'Abate mitrato, nella campagna di verde, ricordiamo la fertilità del suolo di Pomaretto.

 

 

   Il Territorio
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